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Aumento del fatturato e altre tendenze dell'e-commerce in Italia

Pubblicato da Tozzetti Chiara | Giovedì 7 Maggio 2015 in Web Marketing, E-Commerce, Analisi di Mercato con 0 commenti
Aumento del fatturato e altre tendenze dell'e-commerce in Italia

Un estratto delle tendenze 2014 dal report annuale sull'andamento dell' e-commerce in Italia di Casaleggio e associati

Crescita del fatturato ecommerce 2015 - Cybermarket Poggibonsi Siena

Da qualche settimana è uscito il resoconto annuale sull’andamento dell’e-commerce in Italia dello Studio Giaccardi e Associati.

Anche l’anno passato abbiamo utilizzato qui, qui e qui questa ricerca come occasione per approfondire un argomento che di anno in anno risulta sempre di maggiore valore, sia in relazione al profitto creato a livello nazionale ma anche per l’evoluzione che sta dietro a questo fenomeno.

Così anche quest’anno inizieremo con qualche dato sull’andamento generale ripreso dalla ricerca, per approfondire nelle prossime settimane l’uso dello strumento e-commerce in settori più specifici.

Nell’attuale panorama di stagnazione dei mercati mondiali la situazione dell’e-commerce in Italia si rivela positiva seppur nei limiti di una crescita moderata: si parla di 8% in più rispetto al 2013 e di un giro d’affari di 24.2 miliardi di euro.
 

I marketplace, meglio seguire i consigli di Sun Tzu
 

Leggendo il rapporto viene fuori che in realtà le opportunità per i commercianti  italiani sono molte, anche se per il momento e in previsione un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’e-commerce in Italia l’avranno i cosiddetti marketplace.

Ma cosa sono esattamente i market place? Alcuni esempi di marketplace sono Amazon e ebay, che hanno la capacità di mettere in comunicazione venditori e acquirenti, e in più fanno da garanti per alcuni aspetti della transazione online.

Si tratta per lo più di player a livello mondiale che stanziano sulla presenza in un mercato una quantità e una tipologia di risorse con cui chiaramente non è confrontarsi. Infatti, più scontrarsi con i marketplace conviene sfruttarli e cogliere l’opportunità di semplificare il processo d’internazionalizzare dell’e-commerce. 

Come dice Sun Tzu ne “L’arte della guerra”: Tieni i tuoi amici vicino, ma ancora più vicino tieni i tuoi nemici

Marketplace internazionali per ecommerce - Cybermarket Poggibonsi siena Toscana

Quindi, dal mio punto di vista, la situazione si sta evolvendo in modo simile a quella del turismo: se uno degli l’obiettivo per un e-commerce rimane cercare di incrementare le vendite dirette sul proprio sito, è anche utile sfruttare ogni opportunità per rendersi più visibili online anche su mercati lontani e potenzialmente non semplici da conquistare da soli.

Qualche strumento interessante messo a disposizione da Google e utile soprattutto nel caso si abbia in mente di investire nell’internazionalizzazione di un e-commerce sono il Consumer Barometer, il Global Advertiser ma soprattutto Eccellenze in Digitale.

Ad oggi la strategia più diffusa è quella del sito multilingua, opzione che ha registrato nel 2014 un aumento del 10% in Italia rispetto all’anno passato.
 

La logistica dell’ultimo miglio
 

Un altro elemento su cui concentrare le proprie forze per differenziare il prodotto ed essere competitivi è sicuramente l’aspetto logistico.

Da questo punto di vista, l’elemento più complesso da gestire è il cosiddetto “ultimo miglio”, ossia la parte del recapito che prevede di portare quello che si è comprato fino alla porta del compratore. Proprio per questo motivo in tutto il mondo si stanno strutturando nuove forme di consegna che, lato venditore permettono di ovviare a questo problema, lato compratore di risparmiare.

In Italia ci sono ad esempio servizi come i “locker” che permettono il ritiro e consegna di merci e documenti 24/7, oppure c’è chi ha creato un vero e proprio processo di affiliazione di negozi che funzionano da punti di consegna. In questo senso Poste Italiane, ad esempio ha messo a disposizione i suoi uffici, ma hanno iniziato questa attività anche aziende più piccole e territorialmente limitate come Tigros Drive.

Questa tipologia di consegna viene definita click-and-collect e l’idea è compro online, ma ritiro per conto mio.
 

Marketing e Advertising  per farsi conoscere, ma anche mobile
 

Nell’ultimo anno è rimasto in testa e anzi aumenta il budget investito nel cosiddetto Keyword advertising, ossia nel Pay per click; seguito da SEO, e-mail marketing , social media, comparatori, banner, sponsorizzazioni e canali tradizionali.

Ma se promuovere il sito per farlo conoscere è la voce principale degli investimenti a breve termine per gli e-commerce, sicuramente l’user experience e l’implementazione della versione mobile (sia questa con un sito responsive o una app) è sicuramente una delle tendenze principali del 2014.

Sicuramente si tratta di una scelta oculata dato che in tutti i mercati avanzati le vendite da mobile sono quelle che crescono a ritmi più sostenuti. Vero in modo in particolare in Cina, ma anche più in generale, questo mercato vede un vero e proprio predominio dei marketplace, di cui il maggiore è sicuramente WeChat strutturato in Cina con un modello che integra molti servizi insieme alla vendita online.

Realizzazione ecommerce Toscana Siena Poggibonsi Cybermarket

Modelli di business
 

Il problema su cui si scontrano ormai da anni i mercati internazionali è quello fondamentale del modello di business.

L’arrivo dell’online, della cosiddetta sharing economy e l’abitudine ad avere senza pagare ha creato non pochi problemi ai commercianti, online e offline. L’esempio più evidente è quello del mercato della musica e dell’editoria. Spotify stessa ha creato un modello di business basato sulla convizione che “il free è il canale d’entrata per la parte premium”.

Ma sempre più spesso il prodotto che viene acquistato non è più solo una tantum ma un modello che si standardizza nel tempo. In questi casi il subscription-model è quello che funziona in modo migliore per il consumatore che può ricevere uno sconto ma soprattutto eliminare dalla lista delle cose da fare cose come:  “comprare verdure, comprare crema per il viso etc.”. Chiaramente per il rivenditore poter contare su una base relativamente sicura di introiti permette di fare progetti d’investimento più a lungo termine.

Questo modello sembra sia stato ben recepito da Amazon che solo da poco ha introdotto l’Amazon Dash Button, che permette di controllare quando si stanno per finire, per esempio, i succhi di frutta che con un semplice tocco vengono riordinati.

Sempre Amazon ha introdotto il servizio Prime che di nuovo punta sull’aspetto logistico, in modo da abbassare il costo del prezzo della spedizione grazie ad acquisti frequenti. 

Tozzetti Chiara
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Tozzetti Chiara - Cybermarket Web Agency

Web Marketing Strategist - Certificata Google Partner

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