Coding e scuola sviluppare il pensiero computazionale tra gioco e studio

Pubblicato da Marco Paolo Rossi | Lunedì 25 Marzo 2019 in Sviluppo Web, Curiosita con 0 commenti
Coding e scuola sviluppare il pensiero computazionale tra gioco e studio

Il "Programma del Futuro" del MIUR parla anche di coding e ne prevede l'inserimento nei programmi scolastici. Ma cos'è?

Cos’è il coding?

Il coding – letteralmente scrittura di codice – consente appunto di imparare le basi della programmazione e si occupa di far “dialogare” uomo e computer impartendo alle macchine comandi per eseguire operazioni più o meno semplici e intuitive… parafrasando, direi tanta pratica con la giusta dose di teoria.

Penserete, ma cosa c’entra il coding con i bambini?

L’obiettivo non è creare i programmatori del futuro, ma dare modo ai bambini di risolvere, tramite la logica, problemi più o meno complessi. In altre parole, il coding è uno strumento per sviluppare il cosiddetto “pensiero computazionale” con strumenti che usiamo nella quotidianità come smartphone, tablet, computer...

Ecco perché il coding sta piano piano prendendo piede anche nelle scuole e trovando sempre più spazio. Con il progetto di digitalizzazione delle istruzioni scolastiche, avviato dal DDL “Buona Scuola” è stato inserito il nuovo metodo di apprendimento nelle scuole primarie e secondarie, il coding appunto.

Ma come funziona il coding a scuola?

L’insegnamento di questa nuova materia si basa sull’uso di alcuni programmi, messi a disposizione degli alunni: strumenti semplici ma divertenti. Un paio di nomi sono SCRATCH o SCRATCH JR per i più piccoli, o anche gli esercizi che si trovano sul sito dedicato code.org.
Più che esercizi veri e propri, assomigliano molto a dei giochi
: l’obiettivo di volta in volta è vincere una sfida o evitare di essere catturati dal cattivo di turno, ad esempio.

SCRATCH, ad esempio, funziona così: il bambino con un’interfaccia visuale determina azioni di uno o più personaggi spostando blocchi o oggetti sul monitor. A ciascun blocco corrisponde un’azione, ovvero delle righe di codice che non hanno bisogno di essere digitate. Per vincere, i bambini devono ideare soluzioni creative utilizzando i blocchi di azioni che hanno a disposizione, e alla fine del gioco hanno imparato come fare.

Tecnicamente questo tipo di programmazione viene definita “a blocchi” o anche “programmazione visuale”.

“Programma del futuro”
Sul progetto code.org si basa anche il progetto “Programma del futuro” promosso dalla MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per favorire la diffusione del coding nella scuola primaria e secondaria, in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica.

Sul sito sono presenti informazioni e lezioni di coding che possono essere usate da docenti di tutte le materie.
L’approccio è semplice e intuitivo e ha come obbiettivo quello di fornire sostegno alle scuole che vogliono cimentarsi in questa nuova frontiera di insegnamento e apprendimento.

In sintesi, l’insegnamento del coding ai bambini ha come obbiettivo quello di sviluppare capacità di ragionamento e logica per imparare a risolvere un problema che si frappone tra loro e la loro meta.
In questo modo lo fanno divertendosi… insomma, programmano per apprendere.

Marco Paolo Rossi
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Marco Paolo Rossi - Cybermarket Web Agency

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