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Pubblicità su Facebook: più controllo ma è battaglia ad AdBlock

Pubblicato da Tozzetti Chiara | Giovedì 1 Settembre 2016 in Web Marketing, Web Advertising, Social con 0 commenti
Pubblicità su Facebook: più controllo ma è battaglia ad AdBlock

Se usi AdBlock ti perdi la pubblicità FB. Quindi da ora maggiore controllo sugli interessi per cui essere targettizzati ma anche stop ad AdBlock

Durante questa estate Facebook ha fatto (come sempre) un bel po’ di aggiornamenti, tra cui forse quelli più importanti sono:

  1. Gli aggiornamenti relativi alla pubblicità e la targettizzazione degli utenti in base agli interessai (l’argomento dell’articolo di oggi)
  2. e l’aggiornamento della grafica delle pagine aziendali (di cui tratteremo in un prossimo articolo).
     

Stop degli AdBlock su Facebook
 

Senza dargli troppo risalto Facebook ha annunciato che i software per il blocco delle pubblicità non funzioneranno più quando gli utenti accedono al social via computer desktop:

“Dato che offriamo ai nostri utenti mezzi più potenti di controllo, inizieremo anche a mostrare pubblicità su Facebook versione desktop per tutte quelle persone che utilizzano software per bloccare le pubblicità”

Questo è un mini-estratto di un annuncio molto più ampio relativo appunto ai cambiamenti che sono stati apportati per la gestione degli interessi per cui possiamo essere targettizzati dalle pubblicità di Facebook. 
 

Perché hanno sentito il bisogno di fare questa modifica
 

Allora, da anni ormai sono presenti online vari tipi di strumenti messi a disposizione degli utenti che permettono di creare come una sorta di scudo anti-pubblicità mentre si naviga online in generale, e nel particolare anche sul sito di Facebook. Tra questi strumenti il più famoso e (forse) il più efficace è probabilmente AdBlock Plus.

AdBlock Plus VS Facebook - Cybermarket Poggibonsi Siena Toscana
 

Come funziona?

In pratica si aggiunge un componente al browser (Chrome o Firefox per dirne un paio) e in questo modo molti pop-up di pubblicità, banner e via discorrendo non vengono proprio visualizzati dall’utente.
 
Esatto: è l’incubo peggiore di ogni inserzionista, ma (è inutile negarlo) in certi casi è molto molto comodo.

Questo schermo contro le pubblicità funzionava anche all’interno di Facebook. Funzionava, passato, perché tra i vari aggiornamenti di questi mesi ce n’è anche uno che ha fatto smettere di funzionare questi strumenti. Ci sono stati (e probabilmente continueranno ad esserci) degli aggiustamenti sia da parte di Facebook che da parte degli sviluppatori di adblock, ma insomma è dura combattere contro uno dei più grandi giganti d iInternet.

 

Perché è tanto importante per Facebook che i suoi utenti vedano la pubblicità?
 

Che che ne dicano i post che girano quasi mensilmente sulle bacheche di utenti inesperti, Facebook è e rimarrà uno strumento "gratuito" per gli utenti privati, perché già pagano (post o non post in bacheca) coi dati personali. In altre parole, usando Facebook si acconsente al pagamento in dati personali.
Quegli stessi dati personali che vengono utilizzati per fare pubblicità dagli inserzionisti. La novità è che si può decidere su quali vogliamo essere targettizzati, ossia per quali argomenti vogliamo ricevere pubblicità. 
E no, no né che togliendo tutti gli argomenti per cui siamo targettizzati non ricevere più pubblicità, ma solo che la pubblicità che visualizzeremo su Facebook sarà più generica e quindi più probabilmente lontana dai nostri veri interessi.
 

E per gli inserzionisti cosa cambierà?
 

In teoria, se Facebook ha un pubblico più vasto su computer desktop verso cui indirizzare gli annunci pubblicitari dei suoi inserzionisti, potrebbe portare a un calo dei costi… in teoria.
 

Controlla le pubblicità che vedi
 

Quindi, la novità è che adesso si può verificare in modo più semplice quali sono gli interessi per cui possiamo trovare pubblicità all’interno del social.
Gli interessi vengono definiti in vario modo: dalle pagine a cui hai messo “mi piace”, contenuti simili a quelli con cui hai interagito in qualche modo (mi piace, ma anche reazioni, commenti e condivisioni) insomma alla tua attività su Facebook.
Quindi parliamo di targettizzazione sia diretta sulla base di azioni chiare e precise verso un contenuto che di “targettizzazione per induzione”, ossia che dal particolare va al generale. 

 

Vuoi verificare per cosa sei stato targettizzato? Clicca qua

 

Interessi targeting nella pubblicità Facebook - social media marketing Cybermarket Poggibonsi Siena Firenze

In figura un esempio di targettizzazione per induzione: mi piace un festival musicale quindi mi potrebbero interessare anche altri festival di musica.
Tozzetti Chiara
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Tozzetti Chiara - Cybermarket Web Agency

Web Marketing Strategist - Certificata Google Partner

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